fbpx Imagine: la cerimonia di apertura | Scienza in rete

Imagine: la cerimonia di apertura

Read time: 2 mins

Con la cerimonia d’apertura dalla Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, è partita ufficialmente l’edizione del Festival della Scienza dedicata all’ Immaginazione. Dopo i saluti di rito del sindaco della città Marco Doria che ha ricordato quanto la ricerca scientifica sia indispensabile come supporto nei casi di rischio ambientale, è stato Vittorio Bo a introdurre il programma del festival, che prevede subito i primi incontri con il ciclo Festival10 - un racconto corale del festival fatto da 10 scienziati che rappresentano il riferimento in 10 punti nodali della scienza moderna. 

L’offerta di eventi di questa edizione è però molto variegata e multidisciplinare, per mostrare tutti gli strumenti che anche la ricerca scientifica può mettere in campo anche per uscire in tempi brevi dalla crisi economica che coinvolge tutto il Pianeta. In questo senso, ha sottolienato Bo, dei segnali positivi arrivano dalle statistiche di sicrizione alle facoltà scientifiche, che risultano essere in aumento. Un’attenzione verso le scienze che il Festival di Genova esalta con la sua parte di programma dedicata al futuro e ai giovani, soprattutto nel contesto Europeo (Progetto Europa è uno degli eventi di punta della X edizione). Bo ha ringraziato anche i media partner, come Telecom che garantisce la possibilità di assistere a distanza al Festival, con le dirette streaming.
La prima conferenza prevista, per il ciclo Festival10, è affidata Giacomo Rizzolati, sul tema delle neuroscienze. 

Il coro ‘Lollipop’ ha chiuso la cerimonia di apertura con Imagine di John Lennon.

Autori: 
Sezioni: 
Genova

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.