fbpx Il giorno della Conferenza | Page 3 | Scienza in rete

Il giorno della Conferenza

Read time: 2 mins

Inizia oggi Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. Oltre 100 capi di stato e di governo, rappresentanti delle Nazioni Unite, migliaia di parlamentari, esponenti della politica locale di tutto il mondo, e rappresentanti della società civile si riuniscono per tre giorni a Rio de Janeiro per concordare una visione comune sul futuro del pianeta. L’obiettivo è uscire dalla conferenza con un documento condiviso e definitivo che tracci le linee guida per nuove politiche volte alla riduzione della povertà e dei disequilibri sociali, nel rispetto delle risorse ambientali della Terra. Green Economy è la parola d’ordine e, soprattutto, la principale speranza di svolta.

Gli stati membri hanno intanto annunciato ieri di aver raggiunto un accordo sul documento preliminare dopo che venerdì – sotto la responsabilità dei negoziati  afidata al Governo brasiliano, che detiene la presidenza di Rio+20 – i delegati hanno lavorato sull’ultimo testo presentato dalla South American Nation.

“Abbiamo adesso un testo che sarà adottato durante la Conferenza” – ha dichiarato Sha Zukang, il Segretario Generale di Rio+20- “Riteniamo che il testo contenga molti importanti principi operativi, e se questi verranno implementati e resi operativi, si potrà registrare una differenza significativa nel cambiamto globale atteso”. Sha ha tuttavia sottolineato che si tratta ancora di una forma provvisoria, che sarà sottoposta ai Capi di Stato per raggiungere un accordo conclusivo il prossimo venerdì, alla chiusura della Conferenza. “Come tutti i negoziati, ci saranno Paesi che esprimeranno la loro interpretazione sulla mancata ambizione del testo, o altri che segnaleranno l’assenza delle proprie opinioni. Ma bisogna essere chiari: i negoziati multilaterali richiedono un ‘dare’ e un ‘avere’”.

In aggiunta al testo saranno presi in considerazione oltre 400 dei volontary commitments  - che comprendono stakeholders, istituzioni accademiche, associazioni, organizzazioni filantropiche - proposti all'organizzazione della Conferenza nelle ultime settimane.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Rio+20

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.