fbpx Il giorno della Conferenza | Scienza in rete

Il giorno della Conferenza

Primary tabs

Read time: 2 mins

Inizia oggi Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. Oltre 100 capi di stato e di governo, rappresentanti delle Nazioni Unite, migliaia di parlamentari, esponenti della politica locale di tutto il mondo, e rappresentanti della società civile si riuniscono per tre giorni a Rio de Janeiro per concordare una visione comune sul futuro del pianeta. L’obiettivo è uscire dalla conferenza con un documento condiviso e definitivo che tracci le linee guida per nuove politiche volte alla riduzione della povertà e dei disequilibri sociali, nel rispetto delle risorse ambientali della Terra. Green Economy è la parola d’ordine e, soprattutto, la principale speranza di svolta.

Gli stati membri hanno intanto annunciato ieri di aver raggiunto un accordo sul documento preliminare dopo che venerdì 15 giugno – sotto la responsabilità dei negoziati affidata al Governo brasiliano, che detiene la presidenza di Rio+20 – i delegati hanno lavorato sull’ultimo testo presentato dalla South American Nation.

“Abbiamo adesso un testo che sarà adottato durante la Conferenza” – ha dichiarato Sha Zukang, il Segretario Generale di Rio+20- “Riteniamo che il testo contenga molti importanti principi operativi, e se questi verranno implementati e concretizzati, si potrà registrare una differenza significativa nel cambiamto globale atteso”. Sha ha tuttavia sottolineato che si tratta ancora di una forma provvisoria, che sarà sottoposta ai Capi di Stato per raggiungere un accordo conclusivo il prossimo venerdì, alla chiusura della Conferenza. “Come tutti i negoziati, ci saranno Paesi che esprimeranno la loro interpretazione sulla mancata ambizione del testo, o altri che segnaleranno l’assenza delle proprie opinioni. Ma bisogna essere chiari: i negoziati multilaterali richiedono un ‘dare’ e un ‘avere’”.

In aggiunta al testo saranno presi in considerazione oltre 400 dei volontary commitments  - che comprendono stakeholders, istituzioni accademiche, associazioni, organizzazioni filantropiche - proposti all'organizzazione della Conferenza nelle ultime settimane.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Rio+20

prossimo articolo

Abbiamo un grosso problema con gli incendi

incendio in montagna

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.

Foto di Mike Newbry su Unsplash

Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).