fbpx Nascosta dalla polvere | Scienza in rete

Nascosta dalla polvere

Primary tabs

Read time: 2 mins

Uno studio riesce finalmente a fare chiarezza su HDF850.1, una galassia distante 12,5 miliardi di anni luce scoperta quasi quindici anni fa grazie a osservazioni nelle onde sub-millimetriche, ma completamente invisibile persino agli strumenti del telescopio spaziale Hubble.

Nel lavoro, pubblicato su Nature, non solo si suggerisce che questa galassia si colloca in un'epoca in cui l'universo aveva un'età di solo un miliardo e cento milioni di anni, ma si sottolinea come si tratti di un'incredibile fucina di stelle. Grazie all'osservazione di particolari righe nello spettro elettromagnetico di HGF850.1 corrispondenti a transizioni molecolari del monossido di carbonio, infatti, Fabian Walter (Max-Planck Institut für Astronomie) e collaboratori hanno potuto non solo chiarire la distanza della galassia, ma farsi anche un'idea precisa dei processi che ospita.
L'analisi dei dati, raccolti dall'interferometro IRAM dell'osservatorio del Plateau de Bure (Alpi francesi) e dal VLA del Nuovo Messico, ha mostrato che gran parte della massa della galassia si presenta allo stato di molecole, i mattoni dai quali poi si aggregano le stelle. Secondo i ricercatori, HDF850.1 sfornerebbe stelle al ritmo di 850 masse solari annue. Un valore elevatissimo, se pensiamo che per la nostra Via Lattea il tasso di produzione stellare è di una massa solare all'anno.

Sarebbe proprio l'ambiente ricco di polveri tipico delle regioni di formazione stellare a impedire alla luce visibile di uscire all'esterno rendendo di fatto HDF850.1 invisibile persino al telescopio spaziale. Uno scudo, però, che non funziona con la radiazione sub-millimetrica: è stato proprio grazie a questa radiazione, infatti, che nel 1998 il telescopio James Clerk Maxwell delle Hawaii ha potuto scoprire l'esistenza di questa galassia.

INAF - Max-Planck-Gesellschaft

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Una mappa per navigare nel dibattito sulla crisi del SSN

Disegno di ingranaggi su sfondo di ospedale

Ragionare sulle criticità del nostro sistema di salute ignorandone la complessità e mettendo l’accento solo su un singolo fattore non è di nessun aiuto. Serve uno schema metodologico che metta in relazione almeno tre dimensioni: la “struttura”, il “processo” e gli “esiti”. E, poi, serve la volontà politica.

La crisi del nostro Servizio sanitario nazionale si accompagna a un intenso e incessante dibattito che si traduce ogni tanto in qualche autorevole appello, quali per esempio quelli degli “scienziati”, delle “associazioni” e degli “