fbpx Oggi clima più sensibile a CO2 | Page 5 | Scienza in rete

Oggi clima più sensibile a CO2

Read time: 2 mins

Mentre per i nostri giorni è ormai assodato uno stretto legame tra i livelli di anidride carbonica e il clima globale, uno studio mostra che tra i 5 e i 12 milioni di anni fa la situazione era ben differente.

La conclusione alla quale sono giunti Jonathan LaRiviere (University of California – Santa Cruz) e collaboratori, pubblicata recentemente su Nature, è che il clima caldo che caratterizzò il tardo Miocene non può essere imputato a elevati livelli di CO2. In quel periodo, infatti, le temperature della regione del Pacifico del nord erano 5-8 °C più elevate di quelle dei nostri giorni, a fronte di un livello di concentrazione di anidride carbonica paragonabile a quello riscontrabile prima della Rivoluzione industriale. L’andamento climatico è stato ricostruito dai ricercatori analizzando i microscopici scheletri del plancton depositatisi sui fondali marini e successivamente sepolti dai sedimenti.

A cosa imputare quel riscaldamento? Secondo LaRiviere e il suo team, un ruolo chiave l’avrebbe giocato la circolazione oceanica, sia per la forma e l’estensione delle distese marine, completamente differenti da quelle attuali, sia per un termoclino (la demarcazione tra acque superficiali calde e acque profonde più fredde) posto più in profondità di quanto non lo sia oggi. Questo avrebbe pesantemente influenzato il meccanismo del vapore atmosferico e la distribuzione delle nubi con il conseguente innalzamento della temperatura che caratterizzo il tardo Miocene.
Con l’inizio del Pliocene, circa 5 milioni di anni fa, la distribuzione delle terre emerse e la circolazione oceanica divennero più simili a quelle attuali e questo coincise con un calo delle temperature globali, un termoclino meno profondo e la comparsa di grandi distese di ghiaccio nell’emisfero settentrionale. In altre parole, la situazione climatica ben nota al genere umano.

National Science Foundation

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Climatologia

prossimo articolo

Artemis II: il lato in ombra della corsa alla Luna

Immagine della navicella spaziale Orion con la luna illuminata a metà sullo sfondo

Paolo Attivissimo nel suo recente saggio dedicato al ritorno sulla Luna offre un quadro realistico della nuova corsa al nostro satellite. Una corsa che la NASA non può perdere, ma che ha difficoltà a vincere, anche perché con il tempo c'è stata una drastica riduzione dei finanziamenti: sono solo una frazione rispetto a quelli che aveva ricevuto il programma Apollo, mentre i nodi dei voli umani al di là dell’orbita circumterrestre sono identici a quelli che si erano dovuti affrontare allora. Crediti immagine: NASA

Il diluvio mediatico collegato alla missione Artemis II che, con tutti i suoi record, ha fatto dimenticare i problemi sulla rampa di lancio nonostante il costo esorbitante del lanciatore, forse ci inducono a concentrarsi sui dettagli piuttosto che sull’intero impianto del programma di ritorno alla Luna.