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Giornata Mondiale dell'Ambiente

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La 40esima edizione del World Environment Day si celebra oggi con lo slogan "Green Economy: does it include you?".
L'economia verde continua ad essere ricordata come un mantra dalle organizzazioni internazionali, la possibile soluzione per uscire velocemente dall'attuale crisi economica e ripensare un modello di sviluppo  che possa smentire le previsioni sul futuro del Pianeta. Entro il 2050, infatti, la scarsità di risorse idriche, alimentari e di foreste - tra le altre - dovranno fronteggiare l'aumento inarrestabile di popolazione e un'idea di città che richiede criteri più sostenili di progettazione edilizia e urbana, guardando con maggiore attenzione alle smart cities.
Le celebrazioni in onore dell'ambiente precedono il vertice di Rio del prossimo 20 giugno, a cui Scienzainrete ha dedicato il canale Scienza+20 .

Gli eventi sparsi per il globo - conferenze, tavole rotonde, dibattiti, spettacoli - si accompagnano a una competizione lanciata dall'UNEP - United Nations Environment Programme - che intende raccogliere idee di sensibilizzazione con tema lo slogan-mantra della giornata. Le categorie previste per la gara sono: "Biggest Wed Activity Mobilization", "Most Creative, Unique & Fun" "Biggest Wed Social Media Buzz" e "Best Delivers Effective & Substantive Impact" e "Best Supports Wed 2012 theme: Green Economy: Does It Include You?".

Tra le iniziative previste in Italia, si segnalano una giornata a tema a Palermo - con il patrocinio dell'ARPA e l'assessorato all'ambiente - un'incontro per promuovere la distribuzione di acqua potabile e riciclo delle bottiglie a Venezia e il Festival Cinemambiente a Torino, che chiude oggi quest'edizione.
Ed è un documentario del 2010, "La vita negli oceani di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud", che esce proprio oggi in 35 sale italiane.


 

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pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.