fbpx Riconoscimento a Mannucci | Page 15 | Scienza in rete

Riconoscimento a Mannucci

Read time: 1 min

Oggi pomeriggio a Berlino, nel corso del XIV Congresso dell''European Hematology Society, sarà conferito a Pier Mannuccio Mannucci, presidente del Gruppo 2003, il Jean Bernard Lifetime Achievement Award. Il riconoscimento, istituito per la prima volta nella precedente edizione del convegno, l'anno scorso a Copenaghen, intende premiare i più eminenti medici e scienziati che, nel corso della loro vita, abbiano contribuito in maniera significativa all'avanzamento dell'ematologia. Tra i primi nomi non poteva mancare Mannucci, che oltre all'attività accademica come professore ordinario di Medicina Interna dell'Università Statale di Milano e a quella clinica come direttore del Dipartimento di Medicina e Dermatologia presso l'Ospedale Maggiore Policlinico della stessa città,  ha condotto importanti ricerche nel campo dell'emofilia, soprattutto in relazione agli effetti collaterali della terapia, della malattia di von Willebrand, della fisiopatologia e della genetica della cardiopatia ischemica, del tromboembolismo venoso e delle trombofilie ereditarie. Per tutti questi lavori è risultato tra i primi 215 ricercatori mondiali maggiormente citati nel periodo 1981/1999 nella categoria Clinical Medicine secondo le rilevazioni dell'Institute for Scientific Information.

 

Autori: 
Sezioni: 
Premio

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.