Oggi pomeriggio a Berlino, nel corso del XIV Congresso dell''European Hematology Society, sarà conferito a Pier Mannuccio Mannucci, presidente del Gruppo 2003, il Jean Bernard Lifetime Achievement Award. Il riconoscimento, istituito per la prima volta nella precedente edizione del convegno, l'anno scorso a Copenaghen, intende premiare i più eminenti medici e scienziati che, nel corso della loro vita, abbiano contribuito in maniera significativa all'avanzamento dell'ematologia. Tra i primi nomi non poteva mancare Mannucci, che oltre all'attività accademica come professore ordinario di Medicina Interna dell'Università Statale di Milano e a quella clinica come direttore del Dipartimento di Medicina e Dermatologia presso l'Ospedale Maggiore Policlinico della stessa città, ha condotto importanti ricerche nel campo dell'emofilia, soprattutto in relazione agli effetti collaterali della terapia, della malattia di von Willebrand, della fisiopatologia e della genetica della cardiopatia ischemica, del tromboembolismo venoso e delle trombofilie ereditarie. Per tutti questi lavori è risultato tra i primi 215 ricercatori mondiali maggiormente citati nel periodo 1981/1999 nella categoria Clinical Medicine secondo le rilevazioni dell'Institute for Scientific Information.
Riconoscimento a Mannucci
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Il telescopio nato per spiare la Terra che ora guarderà l'universo

Lanciato il 30 agosto e in viaggio verso il punto L2, il Roman Space Telescope osserverà con un campo di vista cento volte più ampio di Hubble per mappare la materia oscura, misurare l'espansione dell'universo e scovare fino a 100.000 esopianeti. Ma il suo specchio non era nato per il cielo: era un telescopio spia costruito per l'intelligence militare statunitense e donato alla NASA nel 2011, che ha così salvato una missione a corto di fondi. Oggi porta il nome di Nancy Grace Roman, prima astronoma capo della NASA. (Immagine: “Nancy Grace Roman Space Telescope Primary Mirror” di NASA's Nancy Grace Roman Space Telescope, CC BY-NC-ND 2.0)
Il Roman Space Telescope, lanciato il 30 agosto ed ora in viaggio verso il punto Lagrangiano L2 a 1,5 milioni di km dalla Terra, aprirà nuovi orizzonti allo studio della materia oscura, dell'espansione dell'universo e dei pianeti extrasolari.