Oggi pomeriggio a Berlino, nel corso del XIV Congresso dell''European Hematology Society, sarà conferito a Pier Mannuccio Mannucci, presidente del Gruppo 2003, il Jean Bernard Lifetime Achievement Award. Il riconoscimento, istituito per la prima volta nella precedente edizione del convegno, l'anno scorso a Copenaghen, intende premiare i più eminenti medici e scienziati che, nel corso della loro vita, abbiano contribuito in maniera significativa all'avanzamento dell'ematologia. Tra i primi nomi non poteva mancare Mannucci, che oltre all'attività accademica come professore ordinario di Medicina Interna dell'Università Statale di Milano e a quella clinica come direttore del Dipartimento di Medicina e Dermatologia presso l'Ospedale Maggiore Policlinico della stessa città, ha condotto importanti ricerche nel campo dell'emofilia, soprattutto in relazione agli effetti collaterali della terapia, della malattia di von Willebrand, della fisiopatologia e della genetica della cardiopatia ischemica, del tromboembolismo venoso e delle trombofilie ereditarie. Per tutti questi lavori è risultato tra i primi 215 ricercatori mondiali maggiormente citati nel periodo 1981/1999 nella categoria Clinical Medicine secondo le rilevazioni dell'Institute for Scientific Information.
Riconoscimento a Mannucci
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Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.