fbpx Benefici dal vaccino in gravidanza | Page 13 | Scienza in rete

Benefici dal vaccino in gravidanza

Read time: 2 mins

Se assunto durante la gravidanza, il vaccino antinfluenzale può  portare a benefici  significativi per i bambini, anche prima della nascita. Lo afferma uno studio condotto  da un team di ricercatori canadesi, guidati dall’epidemiologo Deshayne B.Fell, dell’ Ottawa Hospital Research Institute (OHRI) in collaborazione con il CHEO Research Institute e l’University of Ottawa , facendo riferimento al database di nascite dell’Ontario, il Better Outcomes registry and Network.  In particolare, è stato studiato un campione di  55mila donne in gravidanza durante l’epidemia del virus H1N1 del 2009-2010, delle quali 23mila vaccinate. Queste hanno mostrato avere un abbassamento del rischio di partorire prima della 32esima settimana di gestazione del 27%, del 34% in meno di mortalità perinatale e del 19% di avere nascite di bambini con peso sotto la norma.

 “Si tratta di risultati importanti, soprattutto per il dato che riguarda solo un terzo di morte perinatale sul campione analizzato. Questo è uno dei pochi studi in grado di valutare l’associazione tra il vaccino influenzale e questo fenomeno” – ha dichiarato Fell. Lo studio, inoltre, non ha trovato evidenza di effetti collaterali nelle madri e nei bambini durante le settimane prima e subito dopo la nascita. I risultati di questa ricerca sono interessanti non solo per i sorprendenti benefici garantiti dalla cura vaccinale, ma anche perché la diffusione del vaccino antiinfluenzale potrà essere supportata dal riscontro positivo dello studio – considerando che l’assunzione di farmaci in gravidanza può essere una scelta molto delicata e non semplice.

L’agenzia di Salute Pubblica del Canada ha fornito un supporto, aggiungendo dei questionari sull’H1N1 al database delle nascite. Il report verrà pubblicato sul numero di giugno  dell’American Journal of Public health.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Influenza

prossimo articolo

Un batterio che sopravvive all'impatto su Marte può viaggiare nello spazio?

Un nuovo studio della Johns Hopkins mostra che il batterio Deinococcus radiodurans sopravvive a pressioni paragonabili a quelle di un'espulsione di corpi rocciosi dalla superficie marziana. Questo risultato può avere implicazioni per le politiche di protezione planetaria, ma rappresenta solo una tappa verso la comprensione di se e come la vita microbica potrebbe sopravvivere a un viaggio interplanetario.

Nell'immagine di copertina: elaborazione della fotografia al microscopio elettronico di di D. radiodurans (da Wikimedia Commons, pubblico dominio)

Gli impatti di corpi celesti come asteroidi o comete evocano l’idea di forze dalla potenza capace di modellare superfici di pianeti o provocare estinzioni di specie. Collegarli alla vita può essere meno intuitivo, eppure questi eventi possono generare ambienti potenzialmente abitabili nei crateri che lasciano, o trasportare molecole organiche da un corpo celeste all’altro. Chiedersi se la vita stessa possa sopravvivere a un impatto è un passo ulteriore, con conseguenze dirette per le politiche di protezione planetaria che regolano le attività umane nello spazio.