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La scienza in pista

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Il mondo dello sport è diventato negli ultimi anni sempre più complesso - alzando il livello delle prestazioni degli atleti - anche grazie alla ricerca scientifica, protagonista sulle piste e i campi da gioco in molte discipline agonistiche. Basti pensare alla possibilità che hanno oggi i disabili di poter gareggiare, o all’utilizzo di attrezzi sportivi con proprietà legate ai prodotti nanotecnologici. Se i risultati della ricerca e gli ultimi ritrovati della tecnologia sono a servizio dello sport, il rischio di non considerare il giusto ruolo che la scienza può avere durante le gare porta a interrogarsi su diverse questioni, anche di carattere etico.

La ‘collaborazione’ tra sport e scienza interessa non solo gli atleti, ma anche i protagonisti della ricerca e del mondo accademico, della medicina e i comunicatori della scienza. In che modo le innovazioni tecnologiche influiscono sulla fase di allenamento e sulla performance degli atleti, compromettendo la genuinità della competizione? Quali sono i limiti delle prestazioni agonistiche? Quali i rischi legati all’uso di sostanze dopanti e in che misura lo sport può diventare promotore di salute e benessere fisico?

L’appuntamento delle prossime Olimpiadi di Londra 2012 può offrire l’occasione per trovare maggiore spazio di approfondimento per questi temi, sebbene i mass media presteranno più attenzione alla cronaca sportiva. In previsione di quest’importante evento, l’11 maggio si terrà un incontro dal titolo “La scienza in pista – quando la scienza diventa sport”, organizzato dagli studenti del Master MaCSIS  - Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile di Milano-Bicocca, in collaborazione con Scienzainrete - dove sarà possibile consultare un dossier di approfondimento preparato dagli studenti del Master.

Per info: La scienza in pista (11 Maggio, Università degli Studi Milano-Bicocca, Edificio U7 Aula Pagani via Bicocca degli Arcimboldi, 8)

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