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Grande onda su New York

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Il riscaldamento globale minaccia le grandi città sulla costa orientale degli Stati Uniti più di quanto si potesse pensare: se infatti l'aumento delle temperature continuerà con il ritmo attuale, entro il 2100 si potrebbe annullare il fenomeno dovuto alle correnti per cui a nord il livello dell'Oceano Atlantico è più basso rispetto alle coste del Pacifico. Uno studio del National Center for Atmospheric Research (NCAR) pubblicato oggi dimostra che l'effetto potrebbe essere maggiore di quello previsto da studi precedenti, che non avevano tenuto conto dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia: considerato anche questo, gli esperti calcolano che nel prossimo secolo l'innalzamento del livello dell'Oceano Atlantico settentrionale potrebbe superare di almeno 10 cm nelle zone più densamente popolate e addirittura di 30-50 cm più a nord quello che si prevede in altre zone.

Geophys Res Lett 2009; 36: L10707 doi:10.1029/2009GL037998

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Ora tocca a Cuba

disegno della bandiera di cuba su muro scrostato

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando? 

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C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).