fbpx Il Kakuro di Profumo | Scienza in rete

Il Kakuro di Profumo

Primary tabs

Read time: 1 min

Il Ministro Profumo ha da poco varato il bando Prin 2011 (e poi una modifica): si tratta del finanziamento, di circa 175 milioni di euro, di tutta la ricerca di base del paese per il biennio 2010-2011 (e già siamo un po’ in ritardo). Quelli che speravano che l’operato del nuovo ministro rappresentasse un’inversione di marcia rispetto a quello del suo tristo predecessore, caratterizzato dal cocciuto perseguimento dello smantellamento della ricerca di base e dell’università pubblica, sono rimasti freddati sul colpo. L’architettura del bando, oltre ad essere basata su presupposti molto discutibili, è caratterizzata da una serie di regole tali da rendere la scelta dei progetti vincitori una sorta di gioco enigmistico. Giuseppe de Nicolao, della redazione di Roars, ne ha analizzato i meccanismi paragonando la soluzione del problema della scelta dei progetti ad un famoso gioco enigmistico, il kakuro.

Tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/14/profumo-l%E2%80%99enigmista/183792/ 

Autori: 
Sezioni: 
Commento

prossimo articolo

Ripristinare la natura: all’Italia non basta un elenco di misure

Roccia modellata dall'acqua che cade a picco sul mare

Il Piano italiano di ripristino della natura raccoglie oltre duemila misure, ma non dimostra ancora che siano sufficienti a raggiungere gli obiettivi europei. Un terzo è privo di stima finanziaria e le garanzie urbane sono state gravemente indebolite. Alcuni progetti ben definiti e un monitoraggio ambizioso convivono con queste lacune. Crediti immagine: Ciro di Lauro su Unsplash
 

Tre sbarramenti alti fra un metro e mezzo e due metri interrompono l’alto corso del Mingardo, nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Incorporano gli attraversamenti di un acquedotto. Una scheda tra le oltre 2000 contenute dalla bozza definitiva del Piano nazionale di ripristino della natura propone di eliminarli nell’ambito dell’ammodernamento della rete idrica. Prima entreranno in funzione i nuovi attraversamenti, progettati per lasciare libero il corso d’acqua, poi saranno demolite le vecchie strutture.