fbpx A Pavia studenti da rimborsare | Scienza in rete

A Pavia studenti da rimborsare

Read time: 1 min

Il Tar della Lombardia ha condannato l’Università di Pavia a risarcire i suoi studenti per aver alzato le rette al di sopra dei limiti di legge. La normativa infatti prevede che il totale dei soldi incassati dalle università con le tasse di iscrizione non possa superare il 20 per cento dei fondi che lo stesso ateneo riceve dallo Stato: con i provvedimenti presi dal ministro Gelmini nel 2009-2010, in cui c’è stato un taglio del 3,87 per cento al cosiddetto fondo di finanziamento ordinario,  diverse università si sono trovate a superare il limite, considerato finora, anche alla luce di altre recenti sentenze, con una certa elasticità. Secondo il Tar lombardo, tuttavia, sullo sforamento dell’1,33 per cento dell’Università di Pavia non si può chiudere un occhio: la cifra corrisponde a 1.700.000euro in più chiesti agli studenti, che andranno quindi restituiti, A meno che l’ateneo non vinca l’appello già presentato al Consiglio di stato.

Corriere della Sera 19 novembre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Università

prossimo articolo

La quotidianità dell’endometriosi

disegno di donna stesa su sfondo viola

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)

Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?

«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».