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Meno nascite negli USA

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Per il terzo anno consecutivo si registra un calo nelle nascite negli Stati Uniti, in particolare tra le giovani madri. Il più basso valore riscontrato dagli anni ‘40. Gli esperti sostengono che le preoccupazioni economiche siano la causa principale. “Non ci sono dubbi in tempo di recessione”, dichiara il demografo Carl Haub con l’organizzazione Population Reference Bureau di Washington D.C.

Le nascite avevano raggiunto un picco di 4,3 milioni nel 2007, per poi diminuire nei due anni successivi, passando a un numero di circa 4,2 milioni e successivamente 4,1 milioni. Nel 2010 si toccano di 4 milioni. Sono le adolescenti (- 9%) e le ventenni (- 6%) le più spaventate dalla situazione economica del paese.Tra le donne ispaniche il tasso di fertilità è passato a 2,4 partendo da un valore pari a 3 solo pochi anni fa.

Altro dato interessante è la diminuzione dei parti cesarei prematuri registrata nel 2010, per la prima volta dal 1996. E’ troppo presto per affermare un cambiamento di tendenza dell’andamento, ma è comunque un dato positivo, perché spesso il cesareo prematuro viene eseguito senza ragione e non con le dovute precauzioni. Carol Houge, docente di epidemiologia e della salute materna e del bambino all’Università Emory di Atlanta, è soddisfatta del dato relativo ai parti cesarei e benché sia d’accordo a ritenere l’incertezza economica la causa principale della diminuzione delle nascite, fa notare che oggi avere meno figli è accettato più facilmente dalla società. 

 

Mike Stobbe

http://www.adn.com/2011/11/17/2175839/lower-birth-rates-for-young-women....

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Demografia

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine le operazioni di demolizione del viadotto di Corso Grosseto a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.