fbpx Spremere meningi per nuove cure | Scienza in rete

Spremere meningi per nuove cure

Primary tabs

Read time: 1 min

I ricercatori del Laboratorio di ricerca sulle cellule staminali dell’Università di Verona hanno scoperto che dalle meningi potrebbe venire una speranza di cura per i traumi del midollo spinale. «Nella membrana che riveste tutto il sistema nervoso centrale abbiamo infatti trovato cellule capaci di autorigenerarsi e proliferare» spiega Ilaria Decimo, che con Francesco Bifari ha coordinato la ricerca. L’osservazione nasce dalla microdissezione di campioni di midollo spinale provenienti da animali da laboratorio, ma è probabile che si possa estendere anche all’uomo, aprendo nuove prospettive di ricerca per la cura dei traumi del midollo spinale, con tutto il carico di sofferenza e costi per la società che queste patologie, responsabili di vari gradi di paralisi, portano con sé.

«Lo studio sottolinea l’importanza delle cellule staminali endogene» ha commentato Miodrag Stojkovic, editor di Stem cells, la rivista che pubblicherà il lavoro. «Identificarle ci consentirà di capire meglio come queste vengono attivate in vivo, ma soprattutto speriamo ci aiuti a individuare sostanze per mobilizzarle e utilizzarle al fine riparare le lesioni del sistema nervoso centrale, non solo quelle provocate da traumi ma un giorno forse anche da quelle prodotte dalle malattie neurodegenerative».

Stem Cells press release, 28 ottobre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Staminali

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?