fbpx Spremere meningi per nuove cure | Page 2 | Scienza in rete

Spremere meningi per nuove cure

Primary tabs

Read time: 1 min

I ricercatori del Laboratorio di ricerca sulle cellule staminali dell’Università di Verona hanno scoperto che dalle meningi potrebbe venire una speranza di cura per i traumi del midollo spinale. «Nella membrana che riveste tutto il sistema nervoso centrale abbiamo infatti trovato cellule capaci di autorigenerarsi e proliferare» spiega Ilaria Decimo, che con Francesco Bifari ha coordinato la ricerca. L’osservazione nasce dalla microdissezione di campioni di midollo spinale provenienti da animali da laboratorio, ma è probabile che si possa estendere anche all’uomo, aprendo nuove prospettive di ricerca per la cura dei traumi del midollo spinale, con tutto il carico di sofferenza e costi per la società che queste patologie, responsabili di vari gradi di paralisi, portano con sé.

«Lo studio sottolinea l’importanza delle cellule staminali endogene» ha commentato Miodrag Stojkovic, editor di Stem cells, la rivista che pubblicherà il lavoro. «Identificarle ci consentirà di capire meglio come queste vengono attivate in vivo, ma soprattutto speriamo ci aiuti a individuare sostanze per mobilizzarle e utilizzarle al fine riparare le lesioni del sistema nervoso centrale, non solo quelle provocate da traumi ma un giorno forse anche da quelle prodotte dalle malattie neurodegenerative».

Stem Cells press release, 28 ottobre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Staminali

prossimo articolo

Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no