L’aspettativa media di vita di una persona a cui viene diagnosticata l’AIDS oggi è aumentata in media di 15 anni rispetto a chi si ammalò nel 1996. L’effetto è più marcato nelle donne, che possono sperare di sopravvivere ben dieci anni più dei compagni ed è tanto più evidente quanto precoce e rigorosa è stata la terapia antivirale: «Chi l’ha iniziata quando la conta dei CD4 era ancora superiore alle 200 cellule per mm3 può sperare di sopravvivere più di 50 anni, solo poco meno di chi non ha contratto l’HIV» spiega Margaret May dell’Università di Bristol che ha coordinato la ricerca basandosi sullo studio UK Collaborative HIV Cohort (UK CHIC), che raccoglie dati sui sieropositivi che dal 1996 frequentano alcuni dei più importanti centri di riferimento per l’AIDS in Gran Bretagna. La ricerca ha interessato più di 17.600 pazienti dai 20 anni in su, circa il 7 per cento dei quali è deceduto nel corso dello studio. Una diagnosi sempre più precoce e una maggiore adesione alle linee guida permetterà di ridurre ulteriormente questa percentuale.
Oggi si vive 15 anni di più
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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.
Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.