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Un approccio a largo spettro

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Non è un nuovo farmaco, ma un nuovo approccio alla cura delle infezioni virali, che finora solo in parte e in maniera specifica hanno trovato sulla loro strada medicinali capaci di contrastarle in maniera efficace e duratura. Il suo ideatore, Todd Rider, del Lincoln Laboratory del Massachusetts Institute of Technology di Lexington, l’ha battezzato DRACO, acronimo di Double-stranded RNA (dsRNA) Activated Caspase Oligomerizer. Il ricercatore, con i suoi collaboratori, è partito da un elemento che caratterizza quasi tutti i virus e li distingue dalle cellule eucariote, la produzione cioè di RNA a doppia elica di lunghezza superiore a 30-50 basi. Questa peculiarità, sfruttata anche dalle cellule del sistema immunitario per riconoscere le cellule infettate da virus, è stata utilizzata come bersaglio di una nuova proteina chimerica che unisce al recettore per dsRNA fattori capaci di indurre le cellule malate all’apoptosi, salvaguardando le sane. Il nuovo metodo si è rivelato efficace in coltura su molti tipi di virus, da quello del raffreddore a quello della dengue, e ha protetto in vivo gli animali da laboratorio dagli effetti del virus influenzale H1N1. Si tratta ancora di risultati molto preliminari, che però potrebbero aprire la strada a nuove linee di ricerca.

PlosOne pubblicato online il 17 agosto 2011

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Virus

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.