fbpx Un approccio a largo spettro | Scienza in rete

Un approccio a largo spettro

Primary tabs

Read time: 1 min

Non è un nuovo farmaco, ma un nuovo approccio alla cura delle infezioni virali, che finora solo in parte e in maniera specifica hanno trovato sulla loro strada medicinali capaci di contrastarle in maniera efficace e duratura. Il suo ideatore, Todd Rider, del Lincoln Laboratory del Massachusetts Institute of Technology di Lexington, l’ha battezzato DRACO, acronimo di Double-stranded RNA (dsRNA) Activated Caspase Oligomerizer. Il ricercatore, con i suoi collaboratori, è partito da un elemento che caratterizza quasi tutti i virus e li distingue dalle cellule eucariote, la produzione cioè di RNA a doppia elica di lunghezza superiore a 30-50 basi. Questa peculiarità, sfruttata anche dalle cellule del sistema immunitario per riconoscere le cellule infettate da virus, è stata utilizzata come bersaglio di una nuova proteina chimerica che unisce al recettore per dsRNA fattori capaci di indurre le cellule malate all’apoptosi, salvaguardando le sane. Il nuovo metodo si è rivelato efficace in coltura su molti tipi di virus, da quello del raffreddore a quello della dengue, e ha protetto in vivo gli animali da laboratorio dagli effetti del virus influenzale H1N1. Si tratta ancora di risultati molto preliminari, che però potrebbero aprire la strada a nuove linee di ricerca.

PlosOne pubblicato online il 17 agosto 2011

Autori: 
Sezioni: 
Virus

prossimo articolo

Il trapianto di microbiota fecale, l’alba di un nuovo giorno?

opera merda di artista di piero manzoni

Il trapianto di microbiota fecale è uscito dal tabù e dalla teoria per entrare nella medicina di precisione. Così oggi la materia più impresentabile del corpo umano si candida a nuova frontiera terapeutica, come dimostrano svariati studi sul trattamento di condizioni che vanno dal cancro ai disturbi alimentari Ma è davvero l’alba di un nuovo giorno, o un entusiasmo destinato a ridimensionarsi?

In copertina: “Merda d'artista", di Piero Manzoni. Crediti: Jens Cederskjold/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 3.0

Con l’incontro Putin-Trump dell’agosto 2025, visto l’esito, potremmo dire che si è realizzata plasticamente una doppia “cacata”. Non solo politica perché la vicenda non è andata bene né al primate russo, né a Trump. Ma perché con l’occasione si è saputo che Putin (nei fatti un manipolo di addetti) porta con sé in ogni spostamento un “contenitore di feci”.