La leucemia a cellule capellute ha un marchio distintivo: in tutti i 50 casi esaminati dal gruppo di Brunangelo Falini dell’Università di Perugia è stata ritrovata una medesima mutazione del gene BRAF. La scoperta, che ha meritato la ribalta del New England Journal of Medicine, è frutto della prima sequenziazione di un genoma tumorale effettuata in Italia. «Il confronto tra il genoma delle cellule tumorali con quello delle sane in un portatore di questa malattia è emersa la differenza, riscontrata poi nel 100% degli altri casi esaminati» spiega Falini. Da qui si potrà partire per mettere a punto un kit diagnostico per distinguere questa leucemia da altre e forse anche per migliorarne la cura: gli inibitori di BRAF mutato, che già si sono dimostrati efficaci nella terapia di pazienti con melanoma metastatico con la stessa variante genetica, uccidono le cellule leucemiche capellute in cultura. Si può quindi ben sperare che in tempi brevi si possano iniziare simili sperimentazioni cliniche anche per la leucemia a cellule capellute.
Un'etichetta per quella capelluta
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Il bugiardino digitale

Lo scorso 17 settembre la Commissione europea ha formalizzato l'EU Kids Act, una proposta legislativa per governare nel tempo e nei modi l’utilizzo dei social da parte delle persone più giovani. Nel frattempo l’Associazione culturale pediatri e la Società italiana di pediatria propongono un foglio di istruzioni per l’uso per qualsiasi device. Uno strumento rivolto alla comunità educante, tutta, perché nessuna tecnologia può sostituire un adulto informato e presente. Leggi e scarica il bugiardino.
Immagine elaborata con ChatGPT
Come in ogni confezione di un farmaco troviamo un foglio che spiega come utilizzarlo, quali effetti indesiderati può provocare e quali precauzioni adottare, allo stesso modo, nella confezione di uno smartphone, di un tablet o di un computer dovrebbe esserci un foglio semplice e comprensibile che spieghi: a quale età utilizzarlo, per quanto tempo, con quali modalità, quali precauzioni adottare e quali possono essere le conseguenze di un uso eccessivo o non appropriato.