Ha lasciato a bocca aperta anche gli esperti lo studio pubblicato in questi giorni sul New England Journal of Medicine, e a cui hanno partecipato ricercatori italiani dell’Università di Parma, uno dei quali, Piero Anversa, che ha coordinato la ricerca, è a capo del laboratorio di medicina rigenerativa della Harvard University di Boston. Dopo aver isolato da pezzi chirurgici di tessuti polmonari cellule staminali multi potenti, i ricercatori li hanno iniettati in una trentina di topi da laboratorio i cui polmoni erano stati danneggiati: nel giro di 10-14 giorni, in tutti gli animali, l’organo si è ricostituito perfettamente, con tutta la sua varietà di componenti (bronchioli, alveoli, vasi), perfettamente integrate dal punto di vista anatomico e funzionale tra loro e con i tessuti preesistenti. E’ soprattutto la capacità di rigenerare questa complessità anatomico-funzionale ad aver sorpreso i ricercatori. Se l’esperimento si riuscirà a ripetere, potrà rappresentare una vera e propria svolta nella cura di malattie come l’enfisema e l’ipertensione polmonare.
Un polmone nuovo di zecca
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Imperialismo digitale: la tecnologia si intreccia alla guerra

L'ultimo saggio di Dario Guarascio, docente di Economia politica alla Sapienza, legge la digitalizzazione come forma storica del capitalismo contemporaneo, segnata dall’intreccio tra Big Tech, Stato e competizione geopolitica. L’ascesa delle piattaforme e il ruolo strategico di dati e IA danno vita a un nuovo complesso militare-digitale che ridefinisce insieme economia e guerra. Nel confronto tra Stati Uniti e Cina emergono due varianti di imperialismo digitale, mentre l’Europa appare marginale. Una sintesi efficace del nesso tra capitalismo digitale e disordine globale. Crediti immagine: JuliusH su Pixabay
Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine globale.