Se il sonno è tanto, anche se un individuo è sveglio, qualche neurone, qua e là, schiaccia un pisolino. Lo studio pubblicato su Nature da Giulio Tononi, dell’Università del Wisconsin, scardina almeno in parte l’idea che il sonno sia un fenomeno “tutto o nulla”, ben distinto dallo stato di veglia e in cui la corteccia è coinvolta in maniera globale. Negli animali da laboratorio tenuti a lungo artificialmente svegli, i ricercatori hanno dimostrato la presenza di aree localizzate nelle quali i neuroni cadono in una condizione equivalente a quella in cui si trovano quando l’animale dorme, sebbene le caratteristiche generali del tracciato elettroencefalografico siano quelle della veglia. L’osservazione potrebbe spiegare perché la privazione di sonno altera l’attenzione, il giudizio e le funzioni cognitive.
Il topo dorme e non lo sa
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Genomi su misura con l'IA: la nuova frontiera della biologia sintetica

L’intelligenza artificiale ha imparato a scrivere non solo testi ma... anche genomi. Per la prima volta, modelli addestrati sul linguaggio del DNA hanno infatti progettato da zero batteriofagi funzionanti, capaci di infettare batteri e superarne le resistenze. Un risultato che apre prospettive inedite per la terapia fagica e la biologia sintetica, trasformando l’IA in uno strumento per esplorare lo spazio del biologicamente possibile. Ma la capacità di generare virus pone anche interrogativi urgenti: quanto sono davvero originali queste forme di vita artificiali? E come governare una tecnologia che potrebbe diventare tanto potente quanto pericolosa?
C'è una frontiera della biologia che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile, eppure oggi, grazie all'intelligenza artificiale, è stata superata: progettare un genoma intero da zero con la stessa facilità con cui si scrive un testo è diventato realtà. Il 6 agosto 2026, un team di ricercatori guidato da Brian L.