fbpx Clima e sicurezza globale | Page 4 | Scienza in rete

Clima e sicurezza globale

Read time: 2 mins

In un editoriale dell'ultimo British Medical Journal si sottolinea senza mezzi termini come i cambiamenti climatici possano costituire un pericolo concreto anche per la sicurezza e la stabilità dell'intero pianeta.

Un rischio, a dire il vero, che già da più parti non si è mancato di evidenziare. In un recente rapporto preparato dall'International Institute for Strategic Studies (IISS), per esempio, si mette in luce come il limitato accesso al cibo, all'acqua potabile, all'energia e ai servizi sanitari sfocerà inevitabilmente in migrazioni di massa e accese competizioni per le risorse disponibili. Una situazione che metterà a repentaglio non solo la sicurezza delle singole collettività, ma anche lo stesso ordine globale. Anche il Pentagono, lo scorso anno, nel Quadriennial Defense Review to Congress aveva sottolineato la possibilità che i mutamenti climatici contribuissero alla povertà, al degrado ambientale e all'ulteriore indebolimento di governi già fragili.

Questi drammatici scenari, si legge nell'editoriale di BMJ firmato da funzionari del Ministero della Difesa Britannico e da medici del Royal Liverpool Hospital e dell’UCL Institute for Public Health and Performance, devono spingere i responsabili degli ambiti militari e medici a fissare concreti obiettivi comuni e pensare infrastrutture efficienti per resistere alle sfide. Una strana collaborazione, ma assolutamente necessaria se si vuole prevenire il rischio di disastrosi conflitti su scala globale.

Le prospettive future di benessere e sicurezza costituiranno il tema portante del Meeting patrocinato dalla British Medical Association che si terrà presso la BMA House il prossimo 20 giugno.

British Medical Journal - IISS

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Free tag: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.