fbpx Chicchi d'uva proteggono il colon | Page 2 | Scienza in rete

Chicchi d'uva proteggono il colon

Read time: 1 min

 

La scoperta di Antonio Moschetta e della sua équipe, del Consorzio Mario Negri Sud di Chieti, mette in luce un nuovo legame tra l’alimentazione e la regolazione dei geni a livello delle cellule intestinali. Grazie ai finanziamenti di AIRC i ricercatori italiani hanno infatti scoperto che il coattivatore trascrizionale noto col nome di PGC1alfa, che induce l’aumento dell’attività mitocondriale, nel colon e nei tumori che si sviluppano a questo livello non promuove i sistemi anti-ossidanti, contrariamente a quanto accade in altri tessuti. Per questo, incrementando la quantità di PGC1alfa, le cellule, non potendo difendersi dai danni ossidativi, tendono ad andare in apoptosi. Ed è proprio quel che fa, secondo studi pubblicati negli anni passati, il resveratrolo, contenuto nelle bucce degli acini d’uva; anche il frutto, quindi, insieme con altri alimenti che producono lo stesso effetto, potrebbe contribuire ad attivare questo gene, aiutando a ridurre l’insorgenza di tumori intestinali o a rallentarne la crescita, e potenziando così gli effetti delle vere e proprie terapie.

Autori: 
Sezioni: 
Tumori

prossimo articolo

La necessità di una nuova alleanza tra scienza e società

Sebbene la scienza sia un prodotto sociale, spesso risulta estranea o in contraddizione con società e politica. Questo avviene per una serie di ragioni che vanno dalla disinformazione, alle strumentalizzazioni politiche, alla naturale resistenza ai cambiamenti che la ricerca propone. Rino Falcone riflette su una possibile nuova alleanza fra scienza, società e politica, in grado di superare la sostanziale irrilevanza pubblica della ricerca scientifica. Immagine: Double Heads, di George Condo (in mostra al Musée d'art moderne del Palais de Tokyo, Parigi, fino all'8 febbraio).

La scienza nasce nella società. È il “prodotto” sofisticato e accurato che deriva, esplicitamente e implicitamente, dal sistema di formazione che addestra gli umani, li educa ai metodi e ai contenuti dei saperi già sviluppati in precedenza e ne potenzia creatività e rigore metodologico. Eppure, sebbene figlia predeterminata e legittima della società, la scienza risulta a volte separata e distaccata dalle finalizzazioni che la società assume, dal senso e sentire comune.