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PET portatile per topi

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Paul Vaska e i suoi colleghi del Brookhaven National Laboratory di Upton, New York, hanno messo a punto un apparecchio per la tomografia  a emissione di positroni talmente piccolo da poter essere indossato dai topi, liberi così di muoversi durante la registrazioni delle immagini funzionali cerebrali. Il tracciante iniettato per l’esecuzione dell’esame mette infatti in evidenza le diverse aree del cervello attivate di conseguenza a vari stimoli o durante certe reazioni: tutte valutazioni che finora non potevano essere fatte negli animali da laboratorio, che diversamente dagli esseri umani potevano essere tenuti in osservazione nella macchina solo in anestesia o comunque immobilizzati. Così invece sarà possibile studiare le risposte comportamentali e funzionali insieme a diversi stimoli cognitivi, farmacologici o ambientali.

Nature Methods  DOI: 10.1038/nmeth.1582

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Dall’hantavirus a Ebola, l’attenzione pubblica sulle epidemie resta alta: può essere utile allora una riflessione generale sulle modalità con cui si attiva la catena dei contagi. Partendo dall’hantavirus, Enrico Girardi, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, delinea alcuni importanti fattori di rischio, che si manifestano in modo simile in qualsiasi emergenza epidemica, e indica quali sono i rimedi necessari, tra cui l’informazione. Crediti immagine: Dieny Portinanni su Unsplash

Passata l’emergenza legata all’hantavirus, il tema delle epidemie resta al centro dell’attenzione pubblica, a causa dell’esplosione del caso Ebola. Una riflessione più generale, articolata intorno a quello che è accaduto durante il recente focolaio di hantavirus, consente di mettere a fuoco fenomeni che si possono presentare in qualsiasi emergenza epidemica. La storia della recente epidemia di hantavirus contiene infatti tutti gli elementi che potrebbero essere utilizzati in una esercitazione sul contrasto alle malattie infettive emergenti.