Paul Vaska e i suoi colleghi del Brookhaven National Laboratory di Upton, New York, hanno messo a punto un apparecchio per la tomografia a emissione di positroni talmente piccolo da poter essere indossato dai topi, liberi così di muoversi durante la registrazioni delle immagini funzionali cerebrali. Il tracciante iniettato per l’esecuzione dell’esame mette infatti in evidenza le diverse aree del cervello attivate di conseguenza a vari stimoli o durante certe reazioni: tutte valutazioni che finora non potevano essere fatte negli animali da laboratorio, che diversamente dagli esseri umani potevano essere tenuti in osservazione nella macchina solo in anestesia o comunque immobilizzati. Così invece sarà possibile studiare le risposte comportamentali e funzionali insieme a diversi stimoli cognitivi, farmacologici o ambientali.
PET portatile per topi
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La multa non basta: Meta patteggia, ma gli algoritmi restano intatti

Il maxi patteggiamento di Meta con gli Stati americani introduce limiti d'uso per la popolazione adolescente, ma lascia intatti gli algoritmi che catturano l’attenzione e riguarda solo gli Stati Uniti. Vietare non basta: servono regole più ampie, un'informazione libera e indipendente e una comunità educante (famiglie, scuola, pediatri) capace di accompagnare ragazzi e ragazze nell'uso dei device. Da qui l'idea di un bugiardino digitale, come per i farmaci.
Foto di Vitaly Gariev su Unsplash
La società Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, è stata chiamata in giudizio da 29 Stati americani con l'accusa di aver progettato le proprie piattaforme in modo da favorire un uso compulsivo da parte di bambini e adolescenti, con possibili conseguenze sulla loro salute. Sono 47, in realtà, gli Stati americani (più il distretto di Columbia) che hanno intrapreso azioni legali contro Meta, ma il nucleo principale dell'azione legale è stato portato avanti da 29 Stati.