fbpx Un sottile attacco all'udito | Page 3 | Scienza in rete

Un sottile attacco all'udito

Read time: 2 mins

I danni che le cuffie e cuffiette dei lettori musicali portatili possono arrecare all'udito sono ben noti da tempo, ma uno studio appena pubblicato mette in guardia su un pericolo più subdolo e meno evidente.

Un team composto da ricercatori tedeschi e giapponesi ha messo in evidenza che l'abitudine ad ascoltare musica attraverso le cuffie per lunghi periodi in ambienti rumorosi può causare cambiamenti neurofisiologici. Ad essere colpita sarebbe la capacità del sistema uditivo di distinguere chiaramente i differenti suoni. Questa anomalia nella percezione uditiva, però, non è individuabile attraverso i normali controlli uditivi, ma solamente rilevando la risposta del cervello agli stimoli sonori.

Per il loro studio, i cui risultati sono stati pubblicati su PLoS ONE, i ricercatori hanno selezionato due gruppi di persone, uno dei quali era composto da individui che da lungo tempo ascoltavano abitualmente musica con auricolari. Hanno poi utilizzato un magnetoencefalografo per osservare se ciascun individuo fosse in grado di percepire un suono estraneo di fondo mentre assisteva a un film. Dall'analisi dei dati è emerso che la capacità a distinguere il suono era molto più pronunciata nelle persone che non facevano abituale uso di auricolari.

Secondo i ricercatori il danno potrebbe col tempo degenerare in modo irreversibile in disordini uditivi più gravi. Il guaio è che i test audiometrici standard non sono proprio in grado di indicare il suo insorgere.

National Institute for Physiological Sciences

Autori: 
Sezioni: 
Salute

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

terremoto a Norcia

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.

Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.