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Quanto piove sul mare?

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Individuata una nuova tecnica per stimare le precipitazioni globali, un dato di vitale importanza per l'affidabilità dei modelli climatici e per valutare quanta parte dell'inquinamento oceanico sia di provenienza atmosferica.

Chi si occupa di clima sa benissimo che i dati relativi alle precipitazioni sono fondamentali, ma sa anche quanto sia difficile disporre di dati affidabili. Se la misurazione delle precipitazioni sulla terraferma, infatti, non dà alcun problema, ben differente è la valutazione di ciò che avviene sulle distese marine, per le quali solitamente si ricorre alla stima estrapolata dai dati raccolti sulle isole.

Poichè le precipitazioni sono un importantissimo veicolo per la deposizione di elementi chimici negli oceani, David Kadko e Joseph Prospero (Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science – University of Miami) hanno pensato di utilizzare la misura di uno di questi elementi per risalire all'entità delle precipitazioni. Nel loro studio, pubblicato su Journal of Geophysical Research, mostrano come la misurazione del Berillio 7 accumulatosi sulla superficie oceanica offra uno strumento attendibile per ottenere una simile valutazione.

Oltre a fornire stime più attendibili ai climatologi, la nuova tecnica si può rivelare un ottimo strumento per ricostruire i meccanismi che immettono nei bacini oceanici gli agenti inquinanti presenti in atmosfera.

Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science

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Clima

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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.