Le cellule staminali pluripotenti riprogrammate permettono di scavalcare le difficoltà etiche e pratiche legate all’uso di quelle embrionali, non provocano reazioni di rigetto perché sono ottenute dal malato stesso, eppure non sono del tutto immuni da rischi: i geni attivati per farle retrocedere nel loro processo di differenziazione rendono infatti il loro DNA instabile, ed esposto al rischio di mutazioni potenzialmente cancerogene. E’ stato Piergiuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, a coordinare il lavoro condotto insieme con altri istituti milanesi e svizzeri. Una doccia fredda per chi sperava che la possibilità di riportare indietro le lancette della differenziazione cellulare, annunciata alla fine del 2007, potesse cancellare con un colpo di spugna tutte le polemiche sull’uso delle staminali embrionali e avvicinare l’uso terapeutico di questi potenziali «pezzi di ricambio» per tessuti. Identificato il meccanismo responsabile dell’accumulo del danno a carico del DNA, i ricercatori sperano però di studiare nuove tecnologie di riprogrammazione che non comportino lo stesso rischio.
Anche con le iPS ci vuole cautela
Primary tabs
Autori:
Sezioni:
Staminali
prossimo articolo
L’ IA e la crisi del lavoro umano: alcuni aspetti da considerare
di Marica Notte
Nel Capitale. Critica dell’economia politica (1867), Karl Marx fornisce una delle prime teorie sistematiche sulla struttura del capitalismo. La seconda fase della rivoluzione industriale fu per il filosofo tedesco terreno fertile di osservazione e analisi di quel cambiamento che avrebbe trasformato non solo nell’immediato la società dell’epoca, ma anche quelle future, perché aprì una crisi tra l’essere umano e il lavoro. Senza entrare nell’esegesi dell’opera, è importante però far riferimento a uno degli assunti cardine del Capitale, ossia il concetto di alienazione.
