Le cellule staminali pluripotenti riprogrammate permettono di scavalcare le difficoltà etiche e pratiche legate all’uso di quelle embrionali, non provocano reazioni di rigetto perché sono ottenute dal malato stesso, eppure non sono del tutto immuni da rischi: i geni attivati per farle retrocedere nel loro processo di differenziazione rendono infatti il loro DNA instabile, ed esposto al rischio di mutazioni potenzialmente cancerogene. E’ stato Piergiuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, a coordinare il lavoro condotto insieme con altri istituti milanesi e svizzeri. Una doccia fredda per chi sperava che la possibilità di riportare indietro le lancette della differenziazione cellulare, annunciata alla fine del 2007, potesse cancellare con un colpo di spugna tutte le polemiche sull’uso delle staminali embrionali e avvicinare l’uso terapeutico di questi potenziali «pezzi di ricambio» per tessuti. Identificato il meccanismo responsabile dell’accumulo del danno a carico del DNA, i ricercatori sperano però di studiare nuove tecnologie di riprogrammazione che non comportino lo stesso rischio.
Anche con le iPS ci vuole cautela
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Ritorno al focolare: tra estetica, narrativa e progetto politico

Dall’estetica tradwife e MAGA al romanzo Yesteryear, fino alle convention americane e alla proposta di voto ponderato di Futuro nazionale: un filo ideologico comune attraversa estetica, cultura pop e proposte legislative. Non si tratta di nostalgia, ma di un progetto preciso: spostare la rappresentanza politica dalla persona alla famiglia, riducendo la cittadinanza delle donne a un attributo del nucleo domestico anziché un diritto personale.
Una pubblicità del frigorifero Frigidaire pubblicata sul The Ladies' Home Journal (1948). Crediti: Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio
Negli ultimi anni, fenomeni apparentemente distanti: le tradwives e l’estetica MAGA, il Summit 2026 guidato dalla vedova di Charlie Kirk sul “voto familiare”, il successo del romanzo Yesteryear e la proposta italiana di un voto legato al quoziente familiare, stanno componendo un quadro coerente. Un quadro che parla di restaurazione dei ruoli di genere, di rigerarchizzazione della famiglia e di una ridefinizione della cittadinanza che passa attraverso la sottrazione di diritti alle donne.