fbpx Anche con le iPS ci vuole cautela | Scienza in rete

Anche con le iPS ci vuole cautela

Primary tabs

Read time: 1 min

Le cellule staminali pluripotenti riprogrammate permettono di scavalcare le difficoltà etiche e pratiche legate all’uso di quelle embrionali, non provocano reazioni di rigetto perché sono ottenute dal malato stesso, eppure non sono del tutto immuni da rischi: i geni attivati per farle retrocedere nel loro processo di differenziazione rendono infatti il loro DNA instabile, ed esposto al rischio di mutazioni potenzialmente cancerogene. E’ stato Piergiuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, a coordinare il lavoro condotto insieme con altri istituti milanesi e svizzeri. Una doccia fredda per chi sperava che la possibilità di riportare indietro le lancette della differenziazione cellulare, annunciata alla fine del 2007, potesse  cancellare con un colpo di spugna tutte le polemiche sull’uso delle staminali embrionali e avvicinare l’uso terapeutico di questi potenziali «pezzi di ricambio» per tessuti. Identificato il meccanismo responsabile dell’accumulo del danno a carico del DNA, i ricercatori sperano però di studiare nuove tecnologie di riprogrammazione che non comportino lo stesso rischio.  

Cell Death and Differentiation 11 febbraio 2011

Autori: 
Sezioni: 
Staminali

prossimo articolo

Il mare sempre più caldo cambia sotto i nostri occhi

Immagine di una caravella portoghese (Physalia physalis) su fondo azzurro

Un nuovo studio di World Weather Attribution mostra che il cambiamento climatico di origine umana ha reso le recenti ondate di calore marine molto più intense e frequenti, e che il Mediterraneo è particolarmente vulnerabile. Tra gli effetti visibili figurano la diffusione di organismi gelatinosi, anche molto urticanti come la caravella portoghese (nella foto), nel quadro di una progressiva tropicalizzazione della fauna marina. Le conseguenze pesano anche sulla terraferma, con maggiore umidità, precipitazioni estreme e rischi sanitari. Le misure di adattamento possono limitare i danni, ma per contenere gli impatti è indispensabile ridurre le emissioni legate ai combustibili fossili. Immagine: rielaborazione grafica da Wikimedia Commons

Luglio 2026 è stato il mese più caldo mai registrato per gli oceani del pianeta (dato Copernicus ). Sulle coste europee, e in particolare nel Mediterraneo occidentale, le temperature superficiali del mare hanno toccato record assoluti: fino a 6°C sopra la norma a giugno, con una boa al largo di Maiorca che ai primi di agosto ha misurato 33°C.