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Nuovo centro europeo a guida italiana

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Sarà il Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) a coordinare i lavori del nuovo European Topic Centre dedicato agli impatti dei cambiamenti climatici, alle vulnerabilità e alle strategie di adattamento. La proposta del consorzio è stata scelta dall'Agenzia Europea per l'Ambiente con l'obiettivo di ottimizzare e potenziare il flusso di informazioni che vede coinvolti non solo i network europei di ricerca sui cambiamenti climatici, ma anche, in qualità di destinatari finali, decisori politici e cittadini.

Scopo principale delle attività del nuovo Centro riguarda il miglioramento delle informazioni tra i Paesi europei su argomenti specifici quali:

  1. dati e indicatori sui cambiamenti climatici e relativi impatti nelle diverse regioni e nei diversi settori socioeconomici;
  2. valutazione delle vulnerabilità ai cambiamenti climatici e i connessi rischi per la società e gli ecosistemi; 
  3. strategie di adattamento in corso o pianificate.

Il Centro, inoltre, contribuirà al SEIS (il Sistema europeo di condivisione delle informazioni ambientali) per quello che riguarda i temi della sua missione e renderà più facilmente disponibili e comprensibili le informazioni per decisori politici e cittadinanza. 

Il consorzio lavorerà sotto la supervisione tecnica e scientifica di Sergio Castellari del CMCC  e, oltre al coordinamento del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, vede la partecipazione di altri nove partner europei.

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

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Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.