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Le bufale sono dure a morire

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Passare al pubblico un messaggio positivo è difficile quanto estirpare una bufala senza fondamento: in un sondaggio condotto negli Stati uniti, solo poco più della metà dei 2.000 adulti intervistati si è sentita di dichiarare che il vaccino contro il morbillo non provoca l’autismo. Un 18 per cento è convinto del contrario mentre il 30 non ne è sicuro. Ma la cosa più preoccupante è che l’indagine è stata condotta pochi giorni fa, dopo che era stato reso nota, anche attraverso gli organi di stampa rivolti al pubblico, l’accusa di frode al medico che nel 1988, sulla base di pochi casi, aveva formulato la teoria di un legame tra la vaccinazione e la malattia.

Nell’inchiesta condotta da Harris Interactive/HealthDay sette persone su dieci avevano sentito parlare di questa correlazione, ma meno della metà sapeva che il lavoro era stato ritirato da Lancet e che il suo autore è ora sospettato di aver volontariamente falsato i dati: in questo gruppo più informato, la percentuale di chi ancora ci crede scende un po’, ma resta a un preoccupante 35 per cento. Tra gli altri raggiunge addirittura il 65 per cento.

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Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).