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Le bufale sono dure a morire

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Passare al pubblico un messaggio positivo è difficile quanto estirpare una bufala senza fondamento: in un sondaggio condotto negli Stati uniti, solo poco più della metà dei 2.000 adulti intervistati si è sentita di dichiarare che il vaccino contro il morbillo non provoca l’autismo. Un 18 per cento è convinto del contrario mentre il 30 non ne è sicuro. Ma la cosa più preoccupante è che l’indagine è stata condotta pochi giorni fa, dopo che era stato reso nota, anche attraverso gli organi di stampa rivolti al pubblico, l’accusa di frode al medico che nel 1988, sulla base di pochi casi, aveva formulato la teoria di un legame tra la vaccinazione e la malattia.

Nell’inchiesta condotta da Harris Interactive/HealthDay sette persone su dieci avevano sentito parlare di questa correlazione, ma meno della metà sapeva che il lavoro era stato ritirato da Lancet e che il suo autore è ora sospettato di aver volontariamente falsato i dati: in questo gruppo più informato, la percentuale di chi ancora ci crede scende un po’, ma resta a un preoccupante 35 per cento. Tra gli altri raggiunge addirittura il 65 per cento.

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L’alga che cercava la luce: il Nobel per l’optogenetica e la lezione dell’evoluzione

nematode

Il Nobel 2026 per la fisiologia o medicina premia l’optogenetica, ma la lezione più interessante riguarda l’evoluzione: il pezzo decisivo dello strumento è stato costruito dalla selezione naturale in un’alga e funziona nei neuroni dei mammiferi perché la vita discende da un antenato comune. Ne derivano un argomento per la ricerca di base e una riflessione sul peso degli strumenti nelle scoperte e sui confini tra discipline e premi.

Caenorhabditis elegans Fonte: National Human Genome Research Institute, Public domain, via Wikimedia Commons

Il Nobel 2026 per la fisiologia o medicina a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel, «per le scoperte sui canali ionici attivati dalla luce e sull’optogenetica», viene raccontato come premio alle neuroscienze. In effetti l’optogenetica ha cambiato il modo di studiare il cervello. Però la sua lezione più intrigante riguarda forse altro. Il pezzo decisivo dello strumento premiato non è stato progettato da alcun ricercatore: è stato costruito dalla selezione naturale in un’alga unicellulare.