Una nuova analisi degli anelli di accrescimento di campioni provenienti da antichi alberi ha permesso di ricostruire l'andamento climatico in Europa centrale negli ultimi 2500 anni mostrando un chiaro collegamento tra clima ed eventi storici.
Nel loro studio, pubblicato online su Science Express, Ulf Büntgen (Swiss Federal Research Institure for Forest, Snow and Landscape) e collaboratori hanno esaminato e catalogato accuratamente gli anelli di oltre 8700 campioni lignei provenienti da Francia, Germania e Austria, indelebile testimonianza delle condizioni climatiche presenti all'epoca della loro formazione.
La sovrapposizione con gli eventi storici ha indicato che le variazioni climatiche potrebbero aver giocato un ruolo chiave in molte vicende che hanno segnato il cammino delle civiltà. I periodi di prosperità di cui hanno goduto le popolazioni durante l'Impero romano (tra il 300 a.C. e il 200 d.C.) e il Medio Evo (tra il 1000 e il 1200 d.C.), per esempio, corrispondono a periodi climatici caratterizzati da estati calde e umide, situazione ideale per una fiorente agricoltura. Viceversa, la caduta dell'Impero di Roma e il turbolento periodo delle migrazioni barbariche, tra il 250 e il 600 d.C., sono state accompagnate da una crescente variabilità climatica.
Anche dagli alberi, insomma, un chiaro segnale sull'importanza del clima.
La storia scritta negli alberi
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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.
Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0
Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.