fbpx Vermi spazzini | Page 3 | Scienza in rete

Vermi spazzini

Read time: 1 min

Un gruppo di ricercatori ha pubblicato due studi in cui analizza la possibilità di poter impiegare i comuni vermi di terra per bonificare le aree industriali potenzialmente pericolose per la presenza di metalli pesanti.
Lue Meru Marco Parra (Decanato de Agronomia, Universidad Centro Occidental Lisandro Alvarado – Venezuela) e collaboratori hanno anzitutto valutato la possibilità di utilizzare con successo il compost prodotto dall'Eisenia fetida quale substrato assorbente per filtrare acque di scarico contaminate con cromo, nichel, vanadio e piombo. In un secondo studio, poi, hanno impiegato direttamente i vermi per bonificare terreni inquinati da mercurio e arsenico. Incoraggianti i risultati ottenuti: in due settimane i vermi si sono mostrati in grado di rimuovere tra il 42 e il 72% di arsenico e tra il 7.5 e il 30% di mercurio dai terreni in cui erano stati collocati.
Dai due lavori, pubblicati sulla rivista International Journal of Global Environmental Issues, emerge dunque la possibilità concreta di utilizzare rimedi biologici anziché costosi trattamenti industriali sia per decontaminare suolo e acque dai pericolosi accumuli di metalli pesanti lasciati dai processi produttivi sia per trattare rifiuti industriali ricchi di tali metalli.

PhysOrg

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.