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Vermi spazzini

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Un gruppo di ricercatori ha pubblicato due studi in cui analizza la possibilità di poter impiegare i comuni vermi di terra per bonificare le aree industriali potenzialmente pericolose per la presenza di metalli pesanti.
Lue Meru Marco Parra (Decanato de Agronomia, Universidad Centro Occidental Lisandro Alvarado – Venezuela) e collaboratori hanno anzitutto valutato la possibilità di utilizzare con successo il compost prodotto dall'Eisenia fetida quale substrato assorbente per filtrare acque di scarico contaminate con cromo, nichel, vanadio e piombo. In un secondo studio, poi, hanno impiegato direttamente i vermi per bonificare terreni inquinati da mercurio e arsenico. Incoraggianti i risultati ottenuti: in due settimane i vermi si sono mostrati in grado di rimuovere tra il 42 e il 72% di arsenico e tra il 7.5 e il 30% di mercurio dai terreni in cui erano stati collocati.
Dai due lavori, pubblicati sulla rivista International Journal of Global Environmental Issues, emerge dunque la possibilità concreta di utilizzare rimedi biologici anziché costosi trattamenti industriali sia per decontaminare suolo e acque dai pericolosi accumuli di metalli pesanti lasciati dai processi produttivi sia per trattare rifiuti industriali ricchi di tali metalli.

PhysOrg

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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.