fbpx Nuovo metodo per produrre staminali | Scienza in rete

Nuovo metodo per produrre staminali

Read time: 1 min

La capacità di rigenerare tessuti del corpo attraverso l'utilizzo delle cellule staminali è ormai nota a tutti. Per quanto riguarda le staminali embrionali, uno degli step che ne ha rallentato la ricerca e l'utilizzo è rappresentato dal problema bioetico dell'eliminazione dell'embrione, step necessario nella produzione di questo genere di cellule. Ad oggi gli sforzi dei ricercatori sono concentrati nello studio di metodi alternativi di produzione di cellule con caratteristiche embrionali che non vadano a eliminare l'embrione. 

Uno dei ricercatori maggiormente impegnati in questo campo è Derrick Rossi, dell'Harvard Stem Cell Institute in Boston. Un suo studio pubblicato ieri dalla rivista Stem Cell Stem, sembra aver individuato una nuova ed efficiente modalità che consente la produzione di cellule con caratteristiche staminali a partire da cellule adulte differenziate.

L'innovativa tecnica consiste nell'iniettare all'interno di diverse cellule adulte differenziate delle molecole di mRNA in grado di riprogrammare la cellula alla pluripotenza. Stando ai risultati del professor Rossi, questa tecnica avrebbe centrato l'obbiettivo con un'altissima efficienza.

Se i risultati fossero confermati, la strategia adottata dai ricercatori di Boston permetterebbe di produrre cellule staminali prive sia di quei problemi tecnici, come la pericolosità dell'inserzione di vettori virali all'interno della cellula, che di quelli legati alla bioetica.

Cell Stem Cell, 30 September 2010 10.1016/j.stem.2010.08.012

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Genetica

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.