fbpx Ridurre i rischi con la VIS | Page 11 | Scienza in rete

Ridurre i rischi con la VIS

Read time: 2 mins

VIS: valutazione di impatto sulla salute. Che cosa significa questa definizione? Si tratta di una procedura che ha come scopo la valutazione dell’impatto sulla salute di vari piani come quelli che possono riguardare la gestione dei rifiuti, delle infrastrutture o del traffico cittadino. Essa consente di fare una stima dei rischi, dare indicazioni sulla fattibilità, sui miglioramenti necessari e sulle modalità di monitoraggio nel tempo. La Valutazione di impatto sulla salute ha quindi come obbiettivo la riduzione dei rischi per la popolazione.

Della VIS in Italia si è parlato ieri a Roma nel primo workshop dedicato organizzato da IFC-CNR, Anci, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e Consorzio Mario Negri Sud. Nonostante l'Italia sia ancora indietro rispetto all'Europa, il congresso ha presentato le esperienze positive, realizzate in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Abruzzo, Lazio e Puglia.

Uno delle esperienze particolarmente interessanti è stata quella della Toscana, dove la VIS del piano rifiuti di Firenze oltre a essersi rivelata uno strumento utile per indicare le priorità e gli interventi specifici di miglioramento della salute pubblica, ha permesso di sviluppare raccomandazioni per le mitigazioni degli effetti negativi.

Nonostante la VIS sia uno strumento molto importante del campo della prevenzione, essa non ha ancora trovato una collocazione riconosciuta nelle amministrazioni. Per questa ragione, come dichiara Paolo Lauriola, in rappresentanza del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, "emerge la necessità di un riconoscimento normativo della VIS e di un maggiore supporto da parte delle istituzioni centrali."

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Salute

prossimo articolo

Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

elaborazione grafica con foto di Thomas Morgan e Drosophila

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.

La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.