fbpx Mappato il DNA del melo | Page 5 | Scienza in rete

Mappato il DNA del melo

Read time: 1 min

L'intero DNA del melo è stato definitivamente mappato. Il lungo lavoro, opera di un team di ricercatori provenienti da diverse nazioni, verrà pubblicato a breve nel numero di ottobre della rivista Nature Genetics. Coordinatori dello studio sono stati gli esperti della fondazione Edmund Mach-Istituto Agrario di San Michele all'Adige di Trento.

La mappatura dell'intero genoma ha rivelato la presenza di 57 mila geni, un numero elevatissimo per un genoma di pianta. Tra questi sono stati individuati ben 992 geni responsabili della resistenza alla malattie da parassiti. Il sequenziamento ha così consentito ai ricercatori di aumentare le conoscenze sulla pianta. Caratteristiche nuove che potrebbero poi generare importanti ricadute nella produzione dei frutti.

Uno degli obiettivi per il prossimo futuro è infatti quello di migliorare geneticamente la pianta di melo per renderla capace di difendersi dagli attacchi di parassiti e insetti, riducendo così l'utilizzo degli antiparassitari. Il miglioramento genetico non è però da confondere con gli OGM. Attraverso la conoscenza dei 57 mila geni che compongono il DNA del melo sarà possibile infatti stabilire le caratteristiche delle diverse piante per realizzare così degli incroci che migliorino le caratteristiche produttive.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biologia

prossimo articolo

Ddl stupri: senza il consenso che cosa cambia?

mano in posizione di stop su sfondo scuro

La riforma della violenza sessuale approvata dal Senato segna una frattura profonda, giuridica e culturale. La scelta di abbandonare il modello fondato sul consenso è infatti in contrasto con la Convenzione di Istanbul e con l’evoluzione della giurisprudenza italiana: si torna a un impianto basato sul dissenso e sulla «volontà contraria». Questa è una decisione che riapre il dibattito sull’autodeterminazione dei corpi, sul carico della prova nei processi e sul rischio di vittimizzazione secondaria.

La modifica proposta dalla maggioranza in Senato in materia di violenza sessuale sta dividendo l’opinione pubblica. Sullo sfondo di questa spaccatura c’è la codifica, nell’immaginario collettivo, di cosa sia uno stupro. Da decenni i movimenti si sono battuti per un cambio di paradigma interpretativo.