Suggerita una spiegazione al fatto che, nonostante il riscaldamento globale, il Mare Antartico mostri un continuo aumento delle sue distese di ghiacci.
Secondo Jiping Liu e Judith Curry (Georgia Institute of Technology) l'apparente paradosso sarebbe da ricondurre alla accelerazione del ciclo idrologico e all'aumento di precipitazioni sui bacini oceanici che circondano l'Antartide. Nel loro studio, pubblicato recentemente su PNAS, i due ricercatori suggeriscono che l'aumento di tali precipitazioni, soprattutto di carattere nevoso, stabilizzerebbe la superficie dell'oceano riducendo lo scioglimento al di sotto della distesa di ghiaccio. L'effetto riflettente della neve, inoltre, contribuirebbe a proteggere il manto ghiacciato anche dal calore atmosferico proveniente dall'alto.
Questa sorta di effetto protettivo, però, non è destinato a durare per sempre. I modelli dei due ricercatori, infatti, predicono che l'incremento di calore sia dal basso (oceano) che dall'alto (atmosfera) e l'aumento di precipitazioni liquide finiranno col decretare inesorabilmente il declino anche del mare di ghiaccio dell'Antartide.
Il paradosso dell'Antartide
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La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.
Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no