Può sembrare paradossale: gli autori di una ricerca italiana appena pubblicata su Developmental
Cell, dopo aver individuato i fattori che rendono anomala, fragile e irregolare la rete vascolare del tumore, non ipotizzano di incrementare questi difetti, ma anzi di correggerli. Un approccio apparentemente in contrasto con la filosofia ormai classica di tagliare i viveri al tumore con i farmaci che bloccano l’angiogenesi, cioè il fenomeno di formazioni di nuovi vasi con cui la massa neoplastica si alimenta e che sfrutta poi per mandare in circolo metastasi. «La fragilità e l’irregolarità di queste strutture favoriscono travasi ed emorragie, e quindi la diffusione delle cellule tumorali al di là della loro sede iniziale» spiega Elisabetta Dejana, responsabile del programma di ricerca sull’angiogenesi dell’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) e docente di patologia generale presso l’Università degli Studi di Milano. «Inoltre, ripristinando un normale flusso sanguigno può essere più facile anche far pervenire i farmaci all’interno del tumore» conclude la studiosa, che insieme con i suoi colleghi intende sperimentare la nuova strategia in primo luogo nei confronti del melanoma, ma anche del tumore della mammella e del pancreas.
Aggiustare i vasi al tumore?
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Gloriosa in battaglia: vivere nello spettro della divergenza

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival.
In copertina: screenshot dal film “The wodereres" (2025)
Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.