fbpx Buon compleanno, onde gravitazionali | Scienza in rete

Buon compleanno, onde gravitazionali

spazio tempo--
Tempo di lettura: 1 min

Sono passati 10 anni dalla rilevazione della prima onda gravitazionale. Grazie al lavoro di centinaia di scienziati e scienziate nelle collaborazioni LIGO e VIRGO e il continuo miglioramento tecnologico, di onde ora ne captiamo continuamente. Ne parliamo con Marco Drago, professore di fisica alla Sapienza di Roma e membro della collaborazione VIRGO, che ci spiega cos’è un’onda gravitazionale, quali fenomeni nell’universo si “vedono” grazie alle onde e perché, quanto impattano i tagli di Trump alla ricerca anche su questa branca della fisica.

Di seguito due immagini relative all’interferometro VIRGO (dall’esterno e dall’interno).

interferometro virgo visto dall'alto

Foto aerea dell’interferometro Virgo © Enrico Sacchetti

virgo visto all'interno del tunnel

Uno dei tunnel del rivelatore Virgo, nel tubo di sinistra scorre il laser, quello di destra è parte della cavità di “squeezing” che ripulisce la luce dal rumore quantistico © Enrico Sacchetti

Ecco anche un video schematico realizzato da EGO che illustra il funzionamento di un interferometro come spiegato nel podcast: la luce laser viene riflessa lungo dei tubi molto lunghi che, se percorsi da onde gravitazionali, si deformano e danno luogo a una variazione nella luminosità della luce nel rilevatore. Per altro uno degli ideatori della tecnologia dell’interferometria, Rai Weiss, è venuto a mancare proprio poco fa.

 
Interviste, sigla e montaggio: Jacopo Mengarelli

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.