fbpx Impossibile nascondersi | Page 2 | Scienza in rete

Impossibile nascondersi

Read time: 2 mins

Finalmente sembra proprio che gli astronomi abbiano trovato il modo di identificare le stelle più antiche anche al di fuori della nostra Galassia. In effetti non è per nulla semplice riconoscere la prima generazione di stelle - quelle, per intenderci, che si sono accese poco dopo il Big bang - anche perché l'unico modo per poterlo fare è disporre di accurate informazioni sulla loro composizione chimica. Gli astronomi le definiscono "stelle estremamente povere di metalli" (il termine metalli indica gli elementi più pesanti dell'idrogeno) e la loro identificazione passa attraverso una dettagliata analisi dei loro spettri.

Un gruppo di astronomi coordinati da Else Starkenburg (Kapteyn Astronomical Institute), però, ha scoperto un difetto nei metodi impiegati finora. Confrontando accuratamente gli spettri con modelli computerizzati, i ricercatori hanno rilevato che le differenze tra le impronte delle normali stelle povere di metalli e quelle delle stelle estremamente povere di metalli sono davvero minime, il che spiega come mai le ricerche precedenti non fossero riuscite ad identificarle correttamente.

Grazie a osservazioni con lo strumento UVES (Ultraviolet and Visual Echelle Spectrograph) del Very Large Telescope, gli astronomi hanno potuto inoltre confermare la condizione quasi incontaminata di alcune stelle estremamente povere di metalli appartenenti a galassie nane. "Il nostro lavoro - ha commentato Starkenburg - ha permesso lo sviluppo di una nuova tecnica molto efficiente per scoprire molte altre di queste stelle. D’ora in poi, non si potranno nascondere da nessuna parte!”

ESO: http://www.eso.org/public/news/eso1007/

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Davvero il mondo resterà senza inverno?

paesaggio con poco ghiaccio

Ne "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda, 2026) tecnologia e controllo sociale si intrecciano a un clima ormai fuori controllo. Il futuro segnato dalla crisi climatica, siccità, migrazioni e disuguaglianze sociali trasformano radicalmente la vita quotidiana. Nonostante il tono cupo, il libro lascia anche spazio alla speranza e alla volontà di reagire. Un ottimo esempio di comunicazione della scienza che funziona (o almeno speriamo).

Foto di Patrik Houštecký da Pixabay

Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione.