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La genetica si impara online

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Hanno vinto il premio istituito da Science per i migliori strumenti educativi a disposizione sul web per studenti e insegnanti. E in effetti Learn.Genetics  e Teach.Genetics forniscono materiale per spalancare ai ragazzi le porte della genetica spaziando in 15 campi, dalla struttura del DNA all’epigenetica. Il progetto è nato per i ragazzi della scuola media inferiore e superiore, anche se è molto più ampia la platea di coloro che vi attingono informazioni e chiarimenti.

«Il successo della nostra iniziativa» spiega Louisa Stark, direttore del Genetic Science Learning Center (GSLC) dell’Università dello Utah, «sta nella semplicità e nell’interattività delle presentazioni, ma anche nella modalità con cui le produciamo, grazie alla collaborazione interdisciplinare di insegnanti e scienziati, divulgatori scientifici ed esperti della rete».

Ci vogliono tre o quattro mesi per produrre un modulo, che viene poi messo alla prova in una classe. Un modello che funziona, tanto che si sta allargando al di là della genetica: i primi passi sono stati compiuti nel campo della biologia cellulare e dell’ecologia.

Science 2010; 327: 538

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).