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La genetica si impara online

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Hanno vinto il premio istituito da Science per i migliori strumenti educativi a disposizione sul web per studenti e insegnanti. E in effetti Learn.Genetics  e Teach.Genetics forniscono materiale per spalancare ai ragazzi le porte della genetica spaziando in 15 campi, dalla struttura del DNA all’epigenetica. Il progetto è nato per i ragazzi della scuola media inferiore e superiore, anche se è molto più ampia la platea di coloro che vi attingono informazioni e chiarimenti.

«Il successo della nostra iniziativa» spiega Louisa Stark, direttore del Genetic Science Learning Center (GSLC) dell’Università dello Utah, «sta nella semplicità e nell’interattività delle presentazioni, ma anche nella modalità con cui le produciamo, grazie alla collaborazione interdisciplinare di insegnanti e scienziati, divulgatori scientifici ed esperti della rete».

Ci vogliono tre o quattro mesi per produrre un modulo, che viene poi messo alla prova in una classe. Un modello che funziona, tanto che si sta allargando al di là della genetica: i primi passi sono stati compiuti nel campo della biologia cellulare e dell’ecologia.

Science 2010; 327: 538

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Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.