fbpx Sperimentazione animale: polemiche su Francesca Balzani | Page 3 | Scienza in rete

Sperimentazione animale: polemiche su Francesca Balzani

Read time: 1 min

Come giovani ricercatori di Pro-Test Italia, impegnati in campo biomedico, già preoccupati per il futuro della ricerca nel nostro Paese, abbiamo trovato sconcertante la dichiarazione di Francesca Balzani contro l’utilizzo degli animali nella sperimentazione scientifica, da Lei assurdamente chiamata ‘vivisezione’. È preoccupante che nel 2016 il primo distretto italiano della ricerca biomedica possa venir governato da una candidata che dimostra di non avere una corretta conoscenza dei problemi della Scienza. dimostrata anche dalle sue passate dichiarazioni in cui parlava di randagi usati nei laboratori.
In questi anni la ricerca milanese ha avuto attacchi ripetuti da parte di organizzazioni animaliste, come il blitz che ha devastato lo stabulario della Statale, come i manifesti stile "wanted" appesi in Città Studi con le foto e l'indirizzo dei ricercatori che hanno anche dovuto vedere i muri di casa propria imbrattati con ingiurie. Organizzazioni e persone che sicuramente trovano nelle parole di Francesca Balzani una legittimazione. La ricerca biomedica milanese impegnata con successo nella difficile competizione internazionale, ha bisogno del sostegno delle istituzioni o da chi concorre per rappresentarle.

Pro-Test Italia

Sezioni: 
Primarie Milanesi

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.

Immagine di copertina creata con ChatGPT

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.