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Il metodo scientifico spiegato con il progetto MISSION

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I giorni 7 e 8 Settembre presso il Liceo Filzi di Rovereto (TN) si svolgerà il primo workshop degli insegnanti coinvolti nella sperimentazione didattica del progetto MISSION (Macchine e Ingegno per Scoprire l’Invisibile) . Lo scopo del progetto è di elaborare strategie ed attività didattiche investigative per costruire una corretta percezione del processo scientifico. Il metodo a cui il progetto si ispira è quello delle macchine operatrici (Marchingegni o black boxes) che viene proposto in forma di attività didattiche anche pratiche, per i tre ordini di scuola.

MISSION è finanziato dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ed è realizzato all’IIS Matteo Ricci (MC), Zadig srl e il FabLab del MUSE che ha ideato e realizzato dei prototipi originali di scatole impiegate nelle attività.

La fase di sperimentazione coinvolge 12 istituti scolastici, ognuno dei quali utilizza un kit didattico MISSION fornito dal progetto. Tutti i materiali e le attività verranno resi pubblici dopo il termine del progetto previsto per il Gennaio 2016.

Sito di progetto: http://www.scienzainrete.it/mission
Il progetto MISSION nell’archivio SCIENTIX

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elaborazione grafica con foto di Thomas Morgan e Drosophila

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.

La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.