fbpx Il metodo scientifico spiegato con il progetto MISSION | Scienza in rete

Il metodo scientifico spiegato con il progetto MISSION

Primary tabs

Read time: 1 min

I giorni 7 e 8 Settembre presso il Liceo Filzi di Rovereto (TN) si svolgerà il primo workshop degli insegnanti coinvolti nella sperimentazione didattica del progetto MISSION (Macchine e Ingegno per Scoprire l’Invisibile) . Lo scopo del progetto è di elaborare strategie ed attività didattiche investigative per costruire una corretta percezione del processo scientifico. Il metodo a cui il progetto si ispira è quello delle macchine operatrici (Marchingegni o black boxes) che viene proposto in forma di attività didattiche anche pratiche, per i tre ordini di scuola.

MISSION è finanziato dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ed è realizzato all’IIS Matteo Ricci (MC), Zadig srl e il FabLab del MUSE che ha ideato e realizzato dei prototipi originali di scatole impiegate nelle attività.

La fase di sperimentazione coinvolge 12 istituti scolastici, ognuno dei quali utilizza un kit didattico MISSION fornito dal progetto. Tutti i materiali e le attività verranno resi pubblici dopo il termine del progetto previsto per il Gennaio 2016.

Sito di progetto: http://www.scienzainrete.it/mission
Il progetto MISSION nell’archivio SCIENTIX

Scarica il comunicato stampa.

 

prossimo articolo

Guerra e clima: l’ecocidio resta nel tempo

disegno di citta bombardata

Nel suo nuovo saggio "Guerra e clima - L'ecocidio che distrugge la Terra" (Il Saggiatore), la giornalista Stefania Divertito firma un'inchiesta sui danni ambientali dei conflitti e su come gli atti di guerra, che talvolta danno corpo a veri e propri ecocidi, continuino ad affamare, a far ammalare e a uccidere anche dopo la fine delle ostilità. Divertito parte dalla storia e dalle storie e realizza interviste esclusive, muovendosi tra scienza e geopolitica e mostrando come il diritto internazionale stia recependo una nuova sensibilità sull'ambiente.

L’impatto ambientale della guerra, a uno sguardo distratto, può sembrare un tema a tratti controverso. O perché appare come ovvio - della serie: la guerra porta distruzione, è palese che anche l’ambiente venga danneggiato e preoccuparsene è un esercizio di stile - o perché viene percepito, in una certa misura, come poco rispettoso, in termini di priorità, verso chi muore, chi resta ferito, chi perde persone care, chi perde la casa, chi perde tutto.