Un nuovo studio smentisce lo stereotipo dell’idiosincrasia delle donne per la matematica: in tutto il mondo i risultati raggiunti in questa materia dai due sessi sono sovrapponibili. Quel che cambia è soprattutto la passione per questa materia, la sicurezza di poter riuscire in questo campo e la convinzione che serva per una carriera futura. «E’ probabilmente questa mancanza di fiducia in loro stesse che porta le ragazze a scegliere meno spesso dei loro compagni studi scientifici» commenta Nicole Else-Quest, docente di psicologia alla Villanova University, che insieme ad altre due colleghe ha condotto il lavoro pubblicato sullo Psychological Bulletin dell’American Psychological Association. Le ricercatrici hanno tratto le loro conclusioni dai dati del 2003 del Trends in International Mathematics and Science Study e del Programme for International Student Assessment (PISA), che in totale riguardavano quasi 500.000 studenti tra i 14 e i 16 anni di 69 nazioni. «Ci sono enormi differenze tra un Paese e l’altro» spiega la psicologa. «Dove l’accesso alla scuola è uguale per i due sessi, le donne ricoprono ruoli di prestigio nel campo della ricerca e sono più rappresentate in Parlamento, le ragazze vanno meglio in matematica».
La matematica non è roba da maschi
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La quotidianità dell’endometriosi

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.
In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)
Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?
«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».