fbpx Prove tecniche contro Ebola | Scienza in rete

Prove tecniche contro Ebola

Read time: 1 min

 

Comunicato stampa


Si chiama amiodarone, è un farmaco cardiologico, e potrebbe rivelarsi una terapia efficace contro Ebola. Ma per accertarlo è necessario un trial clinico: un protocollo non facile da attuare in un ospedale da campo in Sierra Leone.  È proprio lì che Roberto Satolli, medico e giornalista, sta organizzando la sperimentazione per conto di Emergency.

Le epidemie passate di Ebola non hanno risparmiato i primati. Perché allora questa volta gli scimpanzé, sia in Sierra Leone che in Guinea, non sembrano contrarre il virus? Lo chiediamo a Dalila Frasson, biologa e conservation manager al Tacugama chimpanzees sanctuary di Freetown. 

F come Fablab: la parola di oggi per L’alfabeto dei makers,  a cura di Filippo Moronidi Fonderie digitali.

Al microfono  Pietro Greco 

Venerdì 7 novembre 2014, dalle 11.30 alle 12.00

In redazione Matteo De Giuli, Roberta Fulci e Marco Motta 

Regia di Costanza Confessore

Un programma di Rossella Panarese

 

Sito Internet: http://www.radio3scienza.rai.it/

Su Facebook: http://www.facebook.com/radio3scienza

Su Twitter: @Radio3scienza

Posta elettronica: [email protected]

 

Redazione Radio3Scienza

Sezioni: 
Dossier: 

prossimo articolo

Adolescenti e dispositivi digitali: oltre i divieti, verso l'educazione

Mentre il tempo che bambini e adolescenti trascorrono con adulti e coetanei si è drasticamente ridotto, è cresciuto l’uso dei dispositivi digitali. Con effetti che, secondo gli studi, si traducono in rischi per salute fisica, sonno e benessere psicologico. Ma la risposta più efficace non sono divieti e verifiche d'età quanto, semmai, un’educazione condivisa all’uso consapevole, sostenuta da scuola, famiglie e comunità.

Trent’anni fa un adolescente trascorreva tra le 10.000 e le 20.000 ore in presenza di adulti e coetanei; oggi questa stima si riduce drasticamente, attestandosi tra le 1.500 e le 5.000 ore. Parallelamente, il 41,8% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni dichiara di essersi rivolto all’intelligenza artificiale nei momenti di tristezza, solitudine o ansia.

Da queste due considerazioni prende avvio una riflessione sull’uso eccessivo e intensivo dei dispositivi digitali da parte di bambini, bambine e adolescenti.